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Ti criticheranno sempre,
>parleranno male di te e sarà difficile che incontrerai qualcuno al
>quale tu possa andare bene come sei.
>Quindi:
>Vivi come ti dice il cuore... fai tutto ciò che senti di buono...una
>vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali.
>Quindi:
>canta, ridi, balla, ama... e vivi intensamente ogni momento della
>tua vita... prima che cali il sipario e l'opera finisca senza
>applausi. Charlie Chaplin disse che "ci vuole un minuto per notare
>una persona speciale, un'ora per apprezzarla, un giorno per volerle
>bene, ma poi tutta una vita per dimenticarla".
>Spedisci questa frase alle persone che non dimenticherai mai e
>ricordati di spedirla anche a chi te l'ha mandata se lo vuoi.
>E' un piccolo messaggio per far loro sapere che non li
>dimenticherai mai.
>Se non la spedisci a nessuno, significa che sei di fretta e hai
>dimenticato i tuoi amici.
>Prendi il tempo di vivere ed amare...
>UN AMICO E' UN SOLE SENZA TRAMONTO

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dal CORRIERE DELLA SERA DI VENERDì 3 DICEMBRE 2004.

CORREVA L'ANNO 1939

  LA CASSETTA  DELLE LETTERE USATA DAI SOLDATI ITALIANI IN ALBANIA.

Tirana, era il 1939 Mussolini invase l'albania, circa 118 mila soldati italiani la presidiano durante il conflitto mondiale. Dopo l'armistizio dell'8 settembre, Hitler si affretta a spedirvi le sue truppe, così circa 75mila dei nostri soldati finiscono prigionieri dei Tedeschi, e vengono trasferiti nei campi di concentramento nazisti. Altri 20mila si nascondono, li accolgono i contadini Albanesi, gli cambiano il nome e li vestono con  Geleshe un bianco copricapo. Più di 10mila vagano in attesa di un rimpatrio che più tardi arriverà.  "Un Generale  italiano nella Chiesa di  di S.Paolo a Durazzo, affermava:" hanno detto che ci verranno a prendere". Ci fu un anno di blackout completo, dall'Italia partivano lettere che non arrivavano a destinazione, fu un anno di complete privazioni, dove c'era la mancanza  di cibo e di ogni altra cosa, queste lettere ritrovate nell'archivio di Stato Albanese, parlano il linguaggio popolare, e gridano la sofferenza dei soldati , delle loro madri e mogli che stanno in attesa di notizie. Nel 1945 qualche notizia incomincia ad arrivare, è scritto in una lettera :

"Tua cugina Rita si sposò col soldato che sai tu e otto giorni dopo sposò anche Ninuccio,la moglie che si prese è di Cassano. Festosa anche l'accoglienza riservata ad Antonio della provincia di Benevento,dice il cognato : "  aspettiamo la tua venuta per farci una sciambagnata tutti insieme che io con mia moglie tia biamo stipate nove bottiglioni di vino da due anni"....   Gaetano scrive il 24 novembre 1944, di aver passato tre Natali tristi senza i suoi genitori....          Erano più di una decina i   i giovani soldati di Pietravairano ( tra i quali mio padre Raffaele) impegnati sul fronte Greco-Albanese anche loro hanno raccontato di stenti e di fame, durante quegli anni di prigionia.

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ANSIA

Tra poco tocca a me. Tra poco. Manca poco. Questione di minuti. Solo un pò di tempo per rilassarmi, concentrarmi, ripetere un pò la parte. Poi mi tocca. Anzi ripetere no, meglio di no, dicono che non bisogna ripetere troppo, dicono che ripetersi le cose nono serve, che mette ansia. Niente ripetizioni. Concentramento , quello si, io sono qui e devo fare questa  cosa, consapevolezza, consapevolezza dello stato del momento. Come sono? Sono teso? Sì, sono teso, ansioso, preoccupato, affamato, e se va male? Se faccio una figuraccia ? Se qualcuno ride? Devo rilassarmi, stendermi stare calmo. Questo devo fare in questi pochi minuti. Stare calmo, rilassarmi. Ci ho all'incirca un paio di minuti. Non devo pensare a niente. Due minuti. Due minuti per non pensare a niente. Due minuti . Sono pochi due minuti, sono pochi ! Solo due minuti mancano, solo due minuti. Più o meno tra due minuti toccherà a m, dovrò andare lì, davanti a tutti, davanti a tutta quella gente!..................... Pensa Mi sa che ci siamo quasi, vedo che qualcuno che mi sta facendo segno. Fai il vago però, non far vedere che sei teso, su, un minimo di decenza, rilassati un secondo, stai sudando come un porco, pensa  dopo che ti guarderanno tutti, sotto i riflettori, con la tensione addosso, allora sì, altro che adesso. Calmo. dunque pensiamo un pò  a quello che  devo dire : io vado là e....sì. Occhei , occhei .  Io vado là e quello sicuramente mi ........ cioè prima magari mi saluterà, e allora io devo far vedere che sono educato, devo far vedere , buongiorno devo dire, buongiorno. Devo farlo o no il sorriso quando dico buongiorno? Forse poi sembra che me lo voglia arruffianare , che magari , io lo so che magari la gente poi pensa di tutto. Buongiorno. Buongiorno: E poi comincerà a chiedermi, a farmi la prima domanda , ed io dovrò rispondergli subito, senza far vedere che sono teso, devo rispondergli, tanto lo so quello che devo dire, no? Ho studiato , sono preparato , lo so, sono tranquillo. Però, tremo, tremo come un coniglio, porca miseria. Il fatto che a prima domanda magari è semplice , ma poi quello continuerà a chiedere, chiedere, a dire " E poi ?" . " E poi ?", e allora io.... madonna mia : Speriamo bene , speriamo.  ...........Oramai sono soltanto secondi, sono, solo secondi. Mi raccomando, calmo. Vai lì, tranquillo, lì davanti, calmo: dai che è una stronzata, su dai .  E' il numero ventisette poi ci sono io, tocca a me tocca, eccolo, tocca a me, sono solo secondi, istanti, attimi , eccolo mi stanno guardando tutti. Poi arriva lui , eccolo, chiama il ventotto, sono io. Buongiorno. devo pensare, pensare, non farmi prendere dal panico, pensare , concentrarmi. So quello che devo dire, lo so, l' ho studiato. Calmo. Un etto di prosciutto per favore. Crudo, sì. Crudo.  Autore Elio Germano  

 

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 DILUVIANO

...Molte tra le antiche civiltà hanno al loro interno un punto che le accomuna; sia, trattato come argomento religioso, sia come epopea o mito di Eroi, sia come accadimento con crisma di storicità: questo è il Diluvio, o più Diluvi che, come nel ciclo “Avatarico” Indu, nelle tradizioni Amerinde, e nei loro paralleli racconti sia degli Aztechi messicani, dei Maya costaricensi e degli Incas peruviani, esplicitamente pongono un Diluvio alla fine di ogni Era ciclica; ed il prospetto dei quali ricorda in maniera inequivocabile - a parte qualche importante variante indigena - quello delle cosmologie arcaiche del Vecchio Continente. Quale connessione lega tutte queste civiltà? la risposta più plausibile è il medesimo ceppo arcaico originario, una civiltà mondiale che si espandeva colonizzando e portando la propria cultura e religione ai popoli che abitavano i continenti o il continente di quegli antichissimi tempi, una civiltà che conviveva con ceppi indigeni non ancora civilizzati (forse un bene per loro), un po’ come oggi noi conviviamo con gli Indios amazzonici, o gli aborigeni australiani, o tribù centro-africane. Sconvolgimenti, cataclismi dovuti con tutta probabilità ad eventi celesti quali la caduta di frammenti di comete, come si può desumere dal “Libro etiopico di Enoch” o veri e propri asteroidi come quello ritenuto colpevole 65 milioni di anni fa dell’estinzione dei dinosauri, hanno decretato la fine di queste civiltà, magari poi una rinascita e nel rispetto della ciclicità una nuova distruzione. I superstiti o i nuovi creati( questi per insegnamento), hanno mantenuto un ricordo atavico, e pur nella loro seguente dispersione e diversificazione territoriale, il retaggio della loro “unicità” di civiltà progenitrice ancestrale, si possono riconoscere, in questi miti che affondano le radici in una certezza anche se non ancora del tutto dimostrata ma sicuramente storica. Il ricordo de “L’età dell’oro” lo Zep-Tepi Egizio “Il primo tempo” quando regnavano gli Dèi e la pace si estendeva sul mondo è nostalgicamente presente in tutti i popoli. In Mesopotamia costituisce uno dei principali argomenti delle mitologie sumera e assiro-babilonese. Addirittura fondamentale sembrerebbe per l'ideologia religiosa sumera, in quanto il diluvio vi è inteso come l'evento sacro che divide qualitativamente il tempo in due parti: l'ante-diluviano e il post-diluviano. Scavi in Mesopotamia testimoniano di una grande alluvione verificatasi certamente verso il 2900 a. C., agli inizi del periodo protodinastico: tracce consistenti di questo diluvio sono presenti a Shuruppak, la città del diluvio secondo la leggenda mesopotamica di Utnapishtim, mentre quelle trovate a Ur appartengono a due diluvi molto più limitati, uno più recente e uno più antico di quello avvenuto a Shuruppak. Non altrettanto fondamentale è l'argomento nella posteriore letteratura assiro-babilonese che, tuttavia, fornisce maggiori ragguagli sulla vicenda mitica. oltre al problema delle vie e dei tempi di diffusione del racconto, a partire da una cultura originaria in cui avrebbe preso forma e significato, sono di fondamentale interesse le differenziazioni dallo schema comune, per la loro capacità di connotare e qualificare le culture che ne sono portatrici. come accade in un mito indonesiano (is. di Nias) che parla di un'inondazione rivolta contro le montagne. La Terra era ancora confusa con le acque, come appare in numerosi miti cosmogonici, e il diluvio è inteso come un rinnovamento, una rigenerazione: una specie di grande bagno purificatore e restauratore delle energie originarie, fonte della rinascita o della nascita di un'umanità nuova. Tale idea comporta, almeno in potenza, una concezione ciclica del divenire: quasi che l'umanità perfetta delle origini si corrompesse con il passare del tempo e, a un dato momento, avesse bisogno di essere rigenerata per dar vita a un nuovo ciclo.  Platone narra, del Diluvio atlantideo, e il riferimento cronologico di cui egli parla (9.000 anni prima del millennio dei propri contemporanei - tale sarebbe la distanza dell'avvenimento citato) è un riferimento generico, da intendere nel senso che l'evento si era verificato 9 millenni prima; cioè, secondo l'attuale datazione, nell'XI millennio a.C. Il calcolo astrologico dà esattamente la data del 10.960 a.C., scadenza ciclica del "Diluvio di Acqua".  Precisa che i Greci rammentavano nelle loro memorie solo l'ultimo Diluvio, di Deucalione e Pirra, ma che molti altri ne erano capitati in tempi più remoti. Non solo, ma aggiunge che tale tipo di fenomeno sarebbe avvenuto "di nuovo nel solito intervallo d'anni", mostrandoci dunque che non era questione di favoleggiamenti - come purtroppo molti da allora fino a oggi hanno supposto - bensì di "vera storia". La Mesopotamia tratta a sua volta del Diluvio nell'Epopea di Gilgamesh, nell’Atra-Hasis, e nel mito Sumerico del Diluvio di Ziusudra; la Bibbia con il suo Noé, (racconto di chiara provenienza mesopotamica),e con essa le varie versioni tratte da libri apocrifi. Qui è intenzione di dare un’esposizione ampia dove è possibile delle opere riguardanti il Diluvio, per dimostrare la tesi dell’unica civiltà generatrice, cercando in questo modo di far riemergere una storia, un nostro passato, velato, dimenticato, relegato a mito, che non ha diritto di “abitazione” nell’ortodossia accademica, ma che ci risponde a tante domande e soprattutto ci appartiene....  

 

 

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Essere come la moglie di Cesare  

– Essere al di sopra di ogni sospetto. Plutarco, nel decimo capitolo della Vita di Giulio Cesare, ci dice che in occasione di una festa dedicata alla dea Bona, cui potevano partecipare soltanto le donne, Pompea, moglie di Cesare, accolse nella sua abitazione, un suo spasimante, Publio Clodio, travestito da suonatrice. Ma l’inganno venne scoperto e Clodio scacciato via, poi trascinato in tribunale. Cesare, fu’ citato come testimone. Alla domanda del pubblico ministero, rispose che non conosceva personalmente Clodio e che non sapeva nulla delle sue malefatte. Il magistrato non sembro’ convinto di quella risposta e prego’ il dittatore di essere più’chiaro. Al che, l’illustre testimone rispose che la moglie di Cesare

doveva essere al di sopra di ogni sospetto.

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I CONTI DI CIAMPINO

Si racconta che Umberto di Savoia, quando si era recato a Ciampino, da cui stava partendo per l'esilio, era stato accompagnato da un codazzo di cortigiani, tra i quali si trovavano quelli che avevano richiesto un titolo nobiliare.
Nella confusione e frastuono delle eliche, l'ex re si stava raccomandando con il Segretario (contabile) della casa, oramai, ex reale <di far bene tutti i conti>. Il riferimento era evidentemente per le spese che erano state sostenute nei giorni precedenti al referendum. Questa sua raccomandazione però era stata fraintesa e
si era ritenuto invece che per gratitudine nei confronti di quei fedeli, l'ex re avesse voluto riconoscere loro il titolo comitale e <farli tutti conti>. Può darsi che si tratti d'agiografia, ma il racconto si attaglia bene al fatto che Umberto di Savoia, durante l'esilio, da quanto si diceva, rilasciava titoli nobiliari che ufficialmente non avevano alcun valore (v. nota 5).

 

 

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  7 in condotta note disciplinari

 

"L'alunno C.M. viene espulso dall'istituto per una settimana, perchè attuava uno scambio di persona col suo gemello, che apparteneva ad un altro istituto" .

"L'alunno M.G. al termine della ricreazione sale sul bancone adiacente la cattedra e dopo aver gridato: "Ondaaaa energeticaa" emise un rutto notevole che incitò la classe al delirio collettivo".

"L'alunno A.B. dopo essere stato intimato di prendere la porta ed uscire, la scardina e la porta con se' in corridoio".

 

"L'alunno X durante l'intervallo intrattiene dalla finestra dell'aula gli alunni dell'istituto imitando Benito Mussolini, munito di fez e camicia nera, presentando una dichiarazione di guerra all'istituto che sta dall'altra parte della strada" .

"L'alunno L. P. alla consegna delle verifiche di inglese, allega alla sua verifica dieci euro" .

 

L'Alunno M. vaga per l'aula in mutande. Si prega di fare fotocopia e far firmare ai genitori.

"L'alunna B.M. ha insinuato che la cosa che pesa di più nei miei discorsi è l'alito. Chiedo ai genitori un immediato colloquio" .

 

"Gli alunni F***, G***,E*** in ultima fila "votano" gli interventi dei compagni con delle "palettine" numerate artigianali" .

 

 L 'alunno M. dopo la consegna del pagellino da far firmare ai genitori  lo riconsegna firmato 2minutii dopo. Sospetto che la firma non sia autentica:D  "

Farruggia esce alle 10.25 accompagnato dai Carabinieri" .

 

La prof bertoli mi ha messo una nota xk ho chiesto di andare in bagno(erano le 11:00)sono tornato alle 12:37 con un nuovo taglio di capelli .

 

"Alla richiesta della prof. di italiano "dimmi una frase con un congiuntivo" l'alunno M.M. risponde "che tu sia maledetta"".

 

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